La storia del crossdromo inizia nel 1966, ad opera degli appassionati del Moto Club Conca d’Oro; inizialmente il circuito e’ lungo 2.200 metri, caratterizzato da un lungo rettilineo e da un avveniristico salto in discesa, molto secco ed impegnativo.
Ottiene subito l’omologazione della FIM, seconda categoria, ed e’ teatro di numerose manifestazioni di livello provinciale, regionale e nazionale.
Il salto di qualita’ avviene nel 1981 quando, anche a causa delle difficolta’ di gestione dell’impianto, il testimone passa ad Angelo Ambrogi e Luigi Chiodi, i fondatori e dirigenti del novello Moto Club Galaello.
In pochi anni Ambrogi e Chiodi, fra mille difficolta’ e con un impegno personale e finanziario enorme, riescono ad ammodernare le strutture e ottengono, nel 1986, l’omologazione di prima categoria: la lunghezza viene ridotta a 1.875 metri, mentre la larghezza varia da un minimo di 7 ad un massimo di 10 metri, a tutto vantaggio dello spettacolo e della sicurezza.
Comincia cosi’ l’epoca d’oro del crossdromo, ancora in auge ai massimi livelli: viene organizzato il trofeo internazionale Memorial Beppe Grola, in ricordo del giovanissimo pilota scomparso prematuramente a soli 24 anni, per un banale incidente in allenamento poco lontano da casa.
Il Memorial Grola, gara internazionale non titolata, resta una delle gare piu’ appassionanti corsa in territorio bresciano per 8 edizioni consecutive, fino al 1993. Dotata di un ricchissimo montepremi (cento milioni di lire in denaro piu’ un trofeo d’oro del peso di un Kg.) richiama i piu’ bei nomi del motocross mondiale: per citare solo i piu’ famosi, corrono nei vari anni gli americani Billy Liles, Trampas Parker, Donny Smith, Bader Manneh, i belgi Eric Geboers, Jorge Jobe’, Harry Everts, Joel Smets, e poi campioni russi, cecoslovacchi, inglesi e tutti, senza esclusione, i piu’ forti piloti italiani.
Per contrasti con la federazione, il trofeo termina nel 1993, sostituito peraltro dai Campionati Assoluti d’Italia, gara in calendario fino al 2009.
Ancora, nel 1997 il Galaello ospita la prova finale di motocross della 6 giorni internazionali di enduro, massima prova annuale della disciplina, in una stupenda cornice di folla proveniente da tutte le nazioni.
L’attivita’ del Galaello non si limita alle gare sopra descritte, sono organizzate ogni anno almeno 4-5 prove di livello, ed il circuito e’ sempre disponibile per allenamenti durante tutto l’anno, sia pure con orari ridotti imposti dalle autorita’ locali.
Il circuito e’ in piena evoluzione: l’inesauribile volonta’ del bravo Ambrogi, sostenuto da pochi ma buoni collaboratori, ha portato alla realizzazione di una struttura polifunzionante di 900mq, dotata di ristorante, direzione gara, sala stampa con 23 postazioni dotate di prese telefono, sala VIP, sala cronometristi.
Il paddock, riservato ai piloti, puo’ ospitare 120 veicoli ed e’ dotato di prese acqua, corrente e docce, proiettando il crossdromo del Galaello al top degli impianti sportivi del mondo; gli spazi dedicati al paddock verranno piu’ che raddoppiati a breve.
Dalla polvere e dai sassi del Galaello sono fioriti di fama internazionale, che hanno dato lustro al Gruppo Sportivo Galaello e allo sport bresciano e nazionale, a riprova del fatto che l’esistenza di adeguate strutture consente a talenti di esprimere tutte le loro potenzialita’; muove infatti qui i primi passi Alessio Chiodi, il piu’ titolato pilota di motocross d’Italia, tre volte campione del mondo individuale, due volte campione a squadre del Nazioni, campione europeo e piu’ volte campione italiano.
E’ stato inoltre pilota del Moto Club Galaello l’unico altro bresciano, oltre a Fenocchio e Chiodi, vincitore di un Campionato Italiano di cross della massima categoria, il pilota di Leno Adriano Ferrarini, bravo e fortunato vincitore della prova unica di Esanatoglia nel 1987.